Promuoviamo la cultura delle cure di fine vita

“Al giorno d’oggi non è normale essere morti e questo è un fatto nuovo. Essere morti è una anomalia impensabile, rispetto alla quale tutte le altre sono inoffensive. La morte è una delinquenza, una devianza incurabile”.

Philippe Aries

Per ogni essere vivente, la morte è una realtà ineluttabile: la sua vita si concluderà con la morte presto o tardi. Questo aspetto dell'esistenza è una delle sfide più difficili che la vita ci propone. A chi nega questa naturale conclusione della vita, la morte diventa un pensiero esasperante e il parlarne totalmente assurdo. Ma per le persone che riescono ad accettare veramente questa realtà, è tutto il valore della vita, del presente, delle relazioni e della propria evoluzione cambiano e ne trovano giovamento.

Nessuno arriva solo al mondo e mai la nascita non è stata tanto preparata. Perché la morte dovrebbe essere lei, nascosta, come se non si avesse il diritto di vivere dignitosamente ed in tutta sincerità questi ultimi momenti della vita? Vivere il termine dell’esistenza senza cercare necessariamente di anticiparlo e senza neanche ostinarsi nel vano tentativo di prolungarlo. Vivere semplicemente il fine della vita riconoscendo che quest’ultima, così come ha avuto un inizio, avrà anche una fine e che questa fine si chiama morte. 

Quando la “porta” del fine vita si apre è importante non negarla, riconoscerla; si tratta di uno dei momenti di fondamentale importanza dell’esistenza di ciascuno.

Negare la morte non è cosa saggia. 

Promuoviamo

  • Promuoviamo la comprensione della morte e del morire quale percorso evolutivo di crescita personale tramite specifici seminari dedicati. 

  • Promuoviamo il diritto alle cure di fine vita come sancito dalla Legge n°38 del 15 Marzo 2010 sensibilizzando l’opinione pubblica tramite conferenze, incontri, media, web ed in maniera pratica accompagnando le persone al termine della loro esistenza e sostenendone le famiglie. 

  • Promuoviamo la saggezza di prendere le disposizioni necessarie affinché il fine della propria esistenza corrisponda il meglio possibile e per quanto possibile alla propria visione della vita grazie all’utilizzo ed al rispetto dell’espressione delle volontà di ogni singolo individuo tramite le DICHIARAZIONI ANTICIPATE DITRATTAMENTO DI TRATTAMENTO (DAT) in riferimento all’art.38 del Codice di Deontologica Medica.

  • Promuoviamo la formazione dei professionisti impegnati nelle relazioni d’aiuto e nelle relazioni educative; medici, infermieri, psicologi, insegnanti, educatori, counselors ecc… tramite percorsi formativi specifici e dedicati;

  • Promuoviamo la messa in atto di specifici programmi educativi presso le varie istituzioni scolastiche affinché le giovani generazioni possano vivere il morire quale naturale evento della vita e non con l'ansia, i luoghi comuni e le malsane paure che oggi caratterizzano questo evento, interrompendo così la spirale discendente che porta oggi la società ad ignorare la morte, tramite:
    1) interventi di riflessione con studenti delle scuole di ogni ordine e grado, ed universitari;
    2) percorsi formativi per insegnanti.


C’è ancora così tanto da fare quando “non c’è più niente da fare”.