...un modo semplice per dare una mano

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Come avrà notato nella sezione Iscrizioneper associarsi a  IL BRUCO E LA FARFALLA® - ONLUSbasta semplicemente compilare il modulo on-line senza necessariamente versare una quota associativa ( peraltro non prevista sullo Statuto).

 

Certo, chi lo desidera può effettuare una donazione, ma quest'ultima è indipendente dalla possibiltà di aderire all'Associazione.

 

Allora come facciamo a fare vivere questo progetto, ormai da 14 anni? Semplice: con il lavoro gratuito e volontario di molti associati e con la collaborazione di professionisti (formatori, educatori, webmaster, commercialista, medici, infermieri...) che nonostante siano, per l'appunto, professionisti, non aspettano di essere pagati per agire nella direzione in cui credono.

 

Poi ci sono le donazioni on-line (alcune regolari, altre occasionali), quelle legate all'organizzazione di eventi,  e poi da qualche anno esiste un modo di contribuire alle attività di IL BRUCO E LA FARFALLA® - ONLUS che non costa nulla: devolvere il 5 PER MILLE della dichiarazione dei redditi.

 

Come contribuente ha l’opportunità di decidere direttamente in prima persona come impiegare una parte delle sue tasse (Irpef): la quota del 5  X 1000.

Devolvere il 5 x 1000 non costa nulla; si tratta di un importo che lo Stato, invece di incassare, destina ad enti senza fini di lucro e a soggetti specifici che svolgono attività di rilevanza sociale.

E' importante sapere che la scelta di destinazione del 5 per mille e dell'8 per mille (Legge 222/1985) non sono alternative fra loro, cioè una non esclude l’altra.

Ecco come si fa:

1. Compili il modello 730 o il modello Unico;

2. Firmi nel riquadro indicato come "Sostegno del volontariato...";

3. Indichi nel riquadro il codice fiscale de IL BRUCO E LA FARFALLA®- ONLUS:  910 354 700 78.

 

Anche se non deve presentare la dichiarazione dei redditi può comunque richiedere la scheda al Suo datore di lavoro o all'ente erogatore della pensione e consegnarla (compilata e in busta chiusa) a un ufficio postale o a uno sportello bancario, che le ricevono gratuitamente, o a un intermediario abilitato alla trasmissione telematica (CAF, commercialisti, etc.). Sulla busta occorre scrivere "DESTINAZIONE CINQUE PER MILLE IRPEF" e indicare il Suo cognome, nome e codice fiscale.


Il codice fiscale de IL BRUCO E LA FARFALLA® - ONLUS per devolvere il 5 PER MILLE è:  
910 354 700 78.

Se le dovessero servire ulteriori informazioni non esiti a contattarci anche telefonicamente.

Grazie e a presto.

 

Semplicemente...

FleurCosì come la nascita, la morte fa parte della vita. E questo è un'evidenza.

Quello che risulta essere meno evidente è il modo nel quale ci si prende cura dell'una e dell'altra.

 

Ci si prende cura della nascita, del nascituro, dei suoi genitori, dei fratellini quando presenti, prima, durante e dopo. Dimenticando però da subito e volontariamente, la dimensione temporale dell'esistenza ed ignorandone il termine naturale: la morte.

 

Un luogo comune spesso usato è “non c'è più nulla da fare”.

È vero che arriva un momento della vita in cui non è più possibile protrarla ulteriormente. É  normale. É insito nell'essenza stessa dell'esistenza, nella sua dimensione di finitudo.

 

Ma si può fare molto per accompagnare la vita di un essere umano che giunge al termine della sua esistenza. Qualunque sia la sua età. Nell'ambito delle cure di fine vita, le cure palliative ne sono un esempio; sono in grado di lenire il dolore fisico, psichico, spirituale della persona in fin di vita prendendosi inoltre carico anche dei famigliari più prossimi quando presenti.

 

Sono purtroppo ancora poco diffuse e settoriali. Ognuno di noi ha un importante ruolo da giocare in quello che è un importante momento della vita di un essere umano, oltre che ad avere un'innegabile responsabilità, fosse anche solo perché questo argomento riguarda tutti gli individui nessuno escluso.

 

L'accompagnamento delle persone in fin di vita non è una questione di età o di malattia, e la morte non è una sfortuna che capita solo ad alcuni; la morte è semplicemente insita nel processo naturale della vita e anche se spesso complicato da accettare o da comprendere, non esiste una giusta età per morire.

Françoise Dolto* amava dire che si muore quando si è finito di vivere. Semplicemente.

 

Chi muore, indipendentemente dagli assurdi luoghi comuni che si possono opporre alla morte, “aveva una vita davanti a sé”, oppure “ha fatto la sua vita”, ha diritto a che ci si prenda cura del suo morire, allo stesso modo in cui ci si era presi cura della sua nascita. Non va poi dimenticato che questo “lui” sarà ognuno di “noi”; prima o poi sarò “io”.

 

Tutti noi, individualmente, possiamo fare molto affinché quanto prima ci si prenda cura della morte, semplicemente iniziando da noi stessi. Per parafrasare Boris Cirulnik (neurologo, psichiatra, etologo e psicanalista francese), “Quando gli individui smetteranno di vedere il mondo con il loro pensiero ed inizieranno a vederlo semplicemente con i loro occhi, allora si accorgeranno di molte cose che li renderanno umani”.


Si può iniziare ad esempio a guardare con i propri occhi come si muore oggi, in quali luoghi, informarsi su argomenti come il lutto, le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento, le cure palliative, ecc... Con sincero interesse, e poi un passo dopo l'altro comprenderemo come accompagnare. Semplicemente.

 

Ognuno può fare molto affinché quanto prima ci si prenda cura della fine della vita così come ci si prende cura dell'inizio.

Semplicemente.

 

 

 

*Françoise Dolto era pediatra e psicanalista. Era nata in Francia nel 1908, ed è deceduta il 25 agosto 1988. Durante praticamente tutta la sua carriera si é dedicata alla psicanalisi dell'infanzia per la quale era una figura emblematica in Francia.

 

 

Un’iniziativa di vita consapevole

stylo_plumeLa fine della vita resta ancora in gran parte un tabù fonte di angosce, paure e luoghi comuni, che allontanano l'individuo da una sana e responsabile riflessione, condizione indispensabile affinché ci si possa prendere cura della morte, così come ci si prende cura della nascita.

Le scelte di fine vita sono sicuramente tra gli strumenti più efficaci per rispettare l'individuo, le sue scelte e la sua unicità, oltre ad essere un segno di civiltà per i paesi che lo riconoscono e le utilizzano.

In particolare risultano essere un mezzo di grande importanza affinché nessuno (medici, infermieri, assistenti sociali, parenti, volontari ecc...) si possa sostituire alla coscienza della persona giunta al termine della propria esistenza, prendendo decisioni spesso incoerenti rispetto ai suoi effettivi desideri.
 

Presentazione

Così come la nascita, la morte fa parte della vita.
Ignorarla non è la soluzione.

Così comains_ancien_accompagnateurme ci si prende cura della nascita è necessario prendersi cura di chi muore e quando presente della sua famiglia, se richiesto.

Non si muore solo di tumori o di incidenti, si muore anche per cause legate a malattie cardiovascolari, malattie dell'apparato respiratorio, dell'apparato digerente ecc... e poi si muore di vecchiaia. Ma la causa principale della morte è la nascita. Non si tratta qui di un gioco di parole burlone, ma di una realtà volutamente ignorata da troppi.

Per quanto le scienze mediche potranno andare avanti nelle loro scoperte si prolungherà solo la scadenza.

La fine della vita è una realtà che riguarda indistintamente tutti gli esseri viventi. Che una determinata malattia non provochi più il decesso di chi ne è affetto è un grande successo, ma questo non eliminerà la morte dal destino di quella persona ed il problema di questa fine vita ancora sarà da risolvere.
 

Perché associarsi?

Per esistere,IL BRUCO E LA FARFALLA® - Onlus ha principalmente bisogno di:

1. associati;
2. risorse umane;
3. risorse economiche.